Quando si va ad acquistare una casa, la spesa importante che si va a compiere solitamente è effettuata tramite la sottoscrizione di un contratto di muto, ovvero un prestito che viene fatto dall’ente che eroga il finanziamento e che deve essere restituito attraverso rate mensili.

In questa restituzione, però, si va ad aggiungere la voce degli interessi passivi: questi rappresentano gli interessi che maturano sul mutuo, e sono la principale fonte di guadagno dell’ente che ha fornito il prestito.

Si tratta, insomma, del compenso che viene richiesto dall’ente per aver prestato del denaro al cliente. In alcuni casi specifici, però, questi interessi passivi possono essere portati in detrazione sul 730 o sul Modello Unico: andiamo a capire più precisamente cosa sono gli interessi passivi e quando si può usufruire della detrazione.

Che cosa sono gli interessi passivi e a chi spetta la detrazione

Per interessi passivi s’intendono i costi legati alla rata del mutuo, e si devono aggiungere alla spesa principale: vengono definiti “passivi” perché sono un’aggiunta che il debitore è costretto a pagare, e che si si forma da una percentuale composta da diversi fattori.

La rata del mutuo, infatti, è composta da una parte di quota capitale, ovvero l’importo che viene prestato dall’ente, e da una quota di interessi, che sono appunto quelli che stiamo analizzando.

La percentuale di interessi passivi da pagare non è fissa, ma varia in base all’ente che valuterà tutta una serie di fattori per stabilirla. Per esempio, viene presa in considerazione quella che si chiama LTV – Loan to Value: più questo valore è alto più il prestito viene considerato rischioso e si associa a tassi di interesse più alti.

Altri parametri che vanno a comporre la percentuale di interessi passivi sono il tasso base, ovvero il costo dei soldi sul mercato interbancario, e lo spread, ovvero il margine di profitto che viene riservato all’ente che effettua il prestito.

Proprio per questa estrema variabilità, le banche sono tenute ad indicare chiaramente, nel contratto di mutuo, il valore della percentuale dei tassi di interesse, così da rendere più trasparente il rapporto con i clienti.

Poiché prendere un mutuo e pagare gli interessi è una spesa impegnativa, è stato stabilito che in alcuni casi è possibile chiedere la detrazione parziale degli interessi passivi sul mutuo: questo avviene in caso di acquisto della prima casa o in caso di finanziamenti chiesti per interventi di ristrutturazione e recupero edilizio.

Come calcolare la detrazione degli interessi passivi

Come accennato, gli interessi passivi sul mutuo possono essere parzialmente detratti quando si chiede un prestito per acquistare la prima casa, e calcolare la detrazione è semplice: c’è una percentuale stabilita del 19%, da ottenere tramite la dichiarazione dei redditi, con il Modello 730 o il Modello Unico.

Attenzione alle limitazioni però: c’è, infatti, un tetto massimo di sgravo fiscale che può essere detratto, ed è fissato a 4.000 euro.