L’italiano è la ventunesima lingua al mondo per numero di parlanti, ma una tra le prime per la ricchezza dei suoi vocaboli: gli studiosi contano, infatti, tra le 60.000 e le 120.000 parole attualmente utilizzate nel linguaggio comune, senza quindi aggiungere tutte le parole riconosciute che però sono cadute in disuso.

Le parole italiane sono così tante che è nata una vera e propria scienza dedicata al loro studio: si chiama semantica (dal greco sêma, “segno”), ed è proprio quella parte della linguistica che studia il significato delle parole, delle frasi, dei testi e delle singole lettere.

È facile capire, quindi, come sia impossibile conoscere tutte le parole che compongono l’italiano, e che sia molto comune scoprirne sempre di nuove: proprio per questo, oggi andiamo a conoscere meglio il termine confutare.

Origine e significato della parola confutare

Il significato letterario del termine confutare corrisponde al concetto di ribattere un’affermazione, una tesi, con prove e argomenti diretti a dimostrarla erronea o falsa.

Prima di tutto, per capirne precisamente il significato, è necessario risalire alla sua origine etimologica: l’etimologia, infatti, è quella scienza del linguaggio che studia la storia della parola dal suo inizio alla sua forma attuale. Nel caso di confutare, l’etimologia ci dice che questa parola deriva dal latino, in particolare dal verbo refutare, che può essere tradotto letteralmente con rifiutare e interrompere.

Ecco che quindi la parola confutare, nel tempo, ha assunto il significato più specifico di negare o contestare qualcosa, esponendo argomenti contrari a ciò che qualcun altro afferma: quando si cònfuta qualcosa, quindi, ci si va a opporre a qualcosa affermato da altri, usando ragioni che giustifichino in modo credibile la propria opposizione.

Proprio per questo confutare è un termine che viene usato molto spesso all’interno del mondo giuridico durante i processi, o anche nel mondo della politica durante i dibattiti elettorali, quando i candidati cercano di confutare i loro oppositori per ottenere i voti dei cittadini.

Attenzione però: affinché si stia davvero confutando qualcosa, non basta opporsi, ma è necessario che siano portati validi argomenti e prove tangibili a sostegno della propria opposizione. In assenza di queste, il proprio tentavo di contestazione diventa una semplice lamentela. 

Anche nei campi della letteratura e della filosofia è particolarmente usato il verbo confutare: in questi ambienti, infatti, la confutazione è lo strumento che si usa per smantellare gli approcci e i testi di alcuni autori, o per contestare le teorie di una particolare corrente di pensiero.

 Le frasi più utilizzate con la parola confutare

Ecco, di seguito, qualche esempio di frase in cui si utilizza la parola confutare:

  • L’opposizione al Governo ha la capacità di confutare tutte le idee dell’avversario.
  • I teologi sono sempre impegnati a confutare le eresie.
  • Sempre a confutare tutto quello che dico! Non ne posso più.
  • Pochissime parole bastano a confutare tutta quest’opera.
  • L’esperto ufficiale, dagli studi sul DNA, è stato responsabile di confutare le dichiarazioni dell’avvocato difensore.

Sinonimi di confutare

Tra i sinonimi più diffusi di confutare troviamo: respingere, ribattere, dimostrare falso, (un argomento, un’idea, un’opinione) dimostrare erroneo, contestare, contraddire, riprovare, infirmare, oppugnare.

Contrari di confutare

Tra i contrari più diffusi di confutare troviamo: confermare, accettare, approvare, ammettere.