L’iperemia faringea è un’infiammazione acuta della faringe, una cavità muscolare dell’apparato respiratorio e digerente, che parte dal naso fino ad arrivare all’esofago. L’iperemia si verifica quando vi è un aumento del flusso sanguigno nella faringe, causata dall’infiammazione.

I sintomi e le cause

Quando la faringe è infiammata, il corpo reagisce con dei meccanismi di difesa, in modo che il sangue affluisca di più nei tessuti infiammati (iperemia), e i leucociti passano dai capillari ai tessuti infiammati. Così la faringe si gonfia, si presentano dolori e la temperatura sale.

Quando la faringite si presenta in maniera incisiva, si verificano alcuni disturbi, come: difficoltà e/o dolore nel deglutire, febbre, arrossamenti, tonsille gonfie, ingrossamenti e dolori dei linfonodi del collo e mal d’orecchio.

La causa principale, di questa infiammazioni, sono virus e batteri, come i virus influenzali, gli enterovirus o lo streptococco del gruppo A, se si tratta di faringite acuta.

La faringite cronica, invece, insorge per ostruzione del setto nasale, che può essere causato da delle cattive abitudini, come il fumo e l’abuso di alcool, oppure inalazione di sostanze o polvere irritanti presenti nell’aria.

Come curarla

C’è da dire che l’ipermia non si presenta esclusivamente nella faringe, ma anche in altre aree del corpo, e ognuna necessita di una terapia diversa. Per l’iperemia faringea, causata da virus, solitamente vengono prescritti degli antinfiammatori non steroidei o del paracetamolo.

Se la faringite è causata di batteri, invece, è necessario ricorrere ad antibiotici ad ampio spettro (il più comune è la penicillina).

Nel caso di faringite cronica, il rimedio a cui ricorrere dipende da ciò che l’ha causata. Ad esempio, se dipende dal fumo, è meglio smettere di fumare. In questo caso (e per delle infiammazioni meno gravi) si può ricorrere anche a dei rimedi naturali.

I rimedi naturali

Con l’approvazione del medico, si può provare a curare la faringite, e di conseguenza l’iperemia, con dei rimedi naturali.

Uno di questi, è l’infuso di castagno, da preparare lasciando in infusione quaranta grammi di foglie essiccate in un litro d’acqua, per quindici minuti. Dopo averlo filtrato, si possono fare dei gargarismi quattro volte al giorno. Si deve tenere presente che questa è una dose giornaliera, quindi bisogna finire il litro d’infuso nell’arco della giornata.

Da bere in tre tazzine, durante il giorno, è l’infuso di agrimonia, di cui bisogna lasciare in infusione, in un litro d’acqua, due manciate, per dieci minuti.

Si può preparare un altro infuso con la radice di liquirizia, pianta da sempre usata per problemi alla gola. E’ sufficiente aggiungerne un cucchiaio tritato in una tazza di acqua calda, lasciarla in infusione per cinque minuti, e aggiungere un cucchiaino di succo di limone. Si deve bere una volta al giorno, fino a che i sintomi non spariscono.

Un’altra alternativa è mischiare mezzo cucchiaio di questa radice in polvere e mezzo di miele, in un bicchiere d’acqua (tiepida). Anche le caramelle di liquirizia possono dare sollievo.

Si può preparare anche un impacco di ricotta, sbattendone trecento grammi con una forchetta, fino ad ottenere una crema, spalmandola su un telo di cotone, ottenendo uno strato di un centimetro, ed applicandolo sulla gola, fasciandola con una sciarpa di lana. Quest’applicazione va tenuta per sei ore.

In erboristeria (o in una farmacia che vende anche prodotti naturali), si possono acquistare degli spray di propoli o echinacea. Il primo è una sostanza resinosa, prodotta dalle api, che ha delle proprietà antibatteriche ed antivirali, mentre l’echinacea è antivirale ed immunostimolante, adatta per le affezioni respiratorie.

L’olmo rosso, è un altra pianta che può essere usata per la faringinte. Originaria, dell’America del nord,  per questo problema si usa la corteccia, con la quale fare una copertura gelatinosa, in grado di ridurre l’infiammazione. Non dovrebbe essere ingeriti, o comunque usata, da donne in gravidanza, visto che può provocare l’aborto.