I thriller psicologici, sia libri che film, sono uno dei generi più apprezzati perché, almeno seconda quanto sostiene il professor Massimo Locatelli, “costituisce una grande palestra delle emozioni. È un mezzo con cui elaboriamo e digeriamo ansie generali e particolari”, ed infatti, quando al cinema o in televisione vediamo una scena che ci fa paura o ci intimorisce, l’adrenalina si alza. Ma quali sono i thriller psicologici migliori?

I libri migliori

Tra i thriller psicologici “classici”, si possono includere:

  • i libri della saga di The Bourne Identity, di Robert Ludlum;
  • Noah, Il ladro di anime e La terapia, di Sebastian Fitzek;
  • Il ladro di anime, sempre di Fitzek;
  • Lo psichiatra e Il superstite, di Wulf Dorn;
  • L’ipnotista, di Lars Kepler;
  • Tutto ciò che resta, di T.R. Richmond;
  • L’analista, di John Katzenbach;
  • L’attesa, di Samantha Hayes.

Da alcuni di questi libri, inoltre, sono stati tratti diversi film. Cosa c’è di meglio che leggere prima il libro e poi vivere la stessa suspense al cinema o sul divano di casa?

I film da vedere

Se la lista dei libri di questo genere è lunga, non lo è da meno quella dei film. Ad esempio, si può citare, Il sesto senso (1999), che sfocia anche nel genere horror. In questo film, Bruce Wills interpreta Malcolm, uno psichiatra infantile che cerca di aiutare Cole (Haley Joel Osmet), un bambino capace di vedere e parlare con gli spiriti dei defunti, con un finale del tutto inaspettato.

Già dal titolo, Il cigno nero, uscito nel 2010, riusciva a far pensare ad un film incentrato non solo sulla danza. Anzi, si potrebbe definire che la trama trattasse di quello che può essere un lato oscuro, del ballo. La protagonista della storia, Nina Sayers (Natalie Portman), è una ballerina di talento che desidera diventare prima ballerina dell’omonimo ballo, tratto da Il lago dei cigni, e mano a mano che rincorre questo sogno, fa fuoriuscire il suo lato più oscuro, che la porterà ad interpretare la parte magnificamente, anche se ad un caro prezzo.

Sempre dello stesso anno, si può ricordare il film di Martin Scorsese, Shutter Island, tratto dal romanzo di Dennis Lahane, L’isola della paura, ambientato nel 1954, dove due agenti si ritrovano ad investigare sulla scomparsa di una paziente di un ospedale psichiatrico specializzato nella cura di criminali psicopatici.

I film e i libri di sicuro non mancano, che si preferisca anche un genere che va più sull’horror o sul poliziesco, se si ha in mente un autore o un regista in particolare.