Seguace spirituale di Gandhi pose le basi politiche per la nascita del movimento nazionalista pacifista, prendendo parte a movimenti di non cooperazione che lo portarono alla reclusione e alla successiva consacrazione come leader del movimento dell’indipendenza insieme a Gandhi. Grazie alla vicinanza con il leader pacifista, si accostò alle problematiche della popolazione indiana battendosi per l’indipendenza del suo popolo. Visitò quasi tutta l’Europa dando spazio alla politica internazionale che ha influenzato l’India fino ai giorni nostri.

Nehru “Pàndit” Jawaharlal nasce ad Allahabad nel 1889, fu politico indiano e primo ministro, esponente di rilievo politico e pacifista per la sua epoca. Appartenente ad una nobile famiglia Pàndit di tradizione nazionalista, con il padre avvocato e leader del movimento, seguì le orme del genitore studiando legge a Cambridge. Portò a termine i suoi studi, a fianco della sorella, in un ambiente aperto a tutte le culture europee tanto da sentirsi più inglese che indiano.

Ebbe un’intensa attività politica che lo portò a diventare primo ministro nel giorno dell’indipendenza dell’India e si dedicò anche alla politica economica promuovendo numerosi programmi di sviluppo per il paese. A causa, però di problemi di salute, che lo costrinsero ad allontanarsi dalla sua vita pubblica, Nehru morirà 1964 per un attacco cardiaco. Le sue ceneri furono cosparse, secondo il rito Indù, per le sponde del fiume Yamuna, in una cerimonia di commemorazione che vide raccolte migliaia di indiani (proprio come avvenne per la morte del suo maestro Gandhi).

Il titolo di Pàndit: significato e curiosità

Secondo l’enciclopedia Treccani, il titolo “pàndit” corrisponde al sanscrito “pàndita” utilizzato per individuare una persona dotta, un maestro o un filosofo. Questo titolo venne attribuito a Jawaharlal Nehru poiché considerato tale in India e questo lo distingueva sia a livello intellettuale che culturale da coloro che appartenevano, come lui, alla casta brahmanica.

In India la condizione sociale delle famiglie è ereditaria, basata su fondamenta religiose ben radicate nella cultura degli indiani. La casta fu abolita intorno alla seconda metà del ‘900, ma nonostante ciò tuttora la ripartizione dei lavori e l’eredità dei beni ne è fortmente influenzata. La società distingue gli uomini e il ruolo che essi occupano al suo interno in quattro categorie, chiamate varna che comprendono:

  • Brahmani: ovvero sacerdoti e intellettuali, che hanno una profonda conoscenza dei testi sacri e a cui è concessa la facoltà di compiere funzioni spirituali e rituali. Il colore che li rappresenta è il bianco, simbolo della luce e della purezza.
  • Kshatriya: ovvero i guerrieri e nobili, coloro che hanno il compito di governare e proteggere gli altri uomini. Il colore che li rappresenta è il rosso, simbolo del sangue e del fuoco.
  • Vaishya: svolgono mestieri legati alla produzione, allo scambio commerciale e all’industria. Il colore che li rappresenta è il bronzo.
  • Shudra: sono i servitori. Essi utilizzano la forza fisica nella loro professione e sono sudditi dei Brahmani, Kshatriya e Vaishya. Il colore che li rappresenta è il nero.

Nehru apparteneva alla casta dei Brahamani in quanto possiedeva, tra le sue tante virtù anche un’approfondita conoscenza del sancrito e della letteratura. La sua politica socialista e la sua immensa eredità culturale, alla sua morte, venne lasciata in eredità alla figlia e successivamente al nipote.