Grano saraceno, quali sono i valori nutrizionali di questo ingrediente? Ci sono delle indicazioni particolari da seguire, per poterlo consumare quotidianamente? Innanzitutto, bisogna capire di cosa si sta parlando, quando si tira in ballo il grano saraceno. Questo non solo perché non si tratta di un vero e proprio cereale, ma anche perché occorre conoscere le ricette della tradizione. Infatti, per capire come esaltare il suo sapore particolare, è bene sapere che il grano saraceno è alla base di preparazioni regionali dell’Italia del Nord, in particolare della Valtellina. I pizzoccheri e la polenta taragna sono solo due delle ricette più note e gustose. Scopriamo insieme in questo articolo tutto quello che devi sapere sul grano saraceno!

Grano saraceno: che cos’è?

La storia del grano saraceno, in Italia, è piuttosto antica. In un primo momento la sua coltivazione ha avuto maggiore fortuna nelle regioni settentrionali della penisola italiana. Ciò è dovuto al fatto che si tratta di una pianta che ha una resistenza elevata anche ai climi meno favorevoli. Ciò ha fatto sì che, con il passare del tempo, sia stata l’alternativa migliore alla coltivazione del grano più comune. Ciò nonostante, ai giorni nostri il grano saraceno è coltivato praticamente in tutte le regioni d’Italia.

Il nome botanico del grano saraceno è Fagopyrum esculentum. Si tratta, nello specifico, di una pianta erbacea, che fa parte della famiglia delle cosiddette Poligonacee. Il frumento, invece, e gli altri tipi di cereali più diffusi appartengono alla categoria delle graminacee, non delle erbacee. È proprio per questo motivo che il grano saraceno è considerato come uno pseudocereale. Questo vale anche per altri ingredienti che hanno preso piede nella cucina internazionale e locale, come ad esempio la quinoa o l’amaranto.

Valori nutrizionali del grano saraceno

Anche se non è direttamente correlato al frumento, in quanto non è un cereale, il grano saraceno è una pianta che si presenta come naturalmente priva di glutine. Questo è un vantaggio per chi è celiaco o intollerante a questa sostanza. Non solo, dal momento che contiene numerosi nutrienti che rendono il suo impiego in cucina particolarmente interessante. Innanzitutto, al di là dell’assenza assoluta di glutine, va detto che il grano saraceno ha dei valori nutrizionali che lo rendono molto simile ai cereali. Dunque, in cosa è differente? Inoltre, che cosa apporta in più?

Tanto per cominciare, la farina di grano saraceno ha un apporto calorico di circa 341 Kcal per 100 grammi di prodotto. Questo valore è simile a quelli registrati per le farine di altri cereali. Per quanto riguarda i carboidrati, si contano circa 62 grammi, mentre le proteine sono ben 12 grammi ogni 100 di farina. La componente lipidica, ovvero i grassi, copre il 3,3% del totale, a fronte di quasi 7 grammi di fibre. Questi valori rendono evidente che il grano saraceno è utile per il corretto funzionamento dell’intestino. Inoltre, contiene un gran quantitativo di vitamine e di sali minerali. Questo risulta molto utile per la salute, ma va tenuto in considerazione nel caso in cui si stia seguendo una terapia particolare, per evitare di eccedere nel consumo quotidiano.