La verniciatura e conseguente lucidatura sono gli ultimi passaggi delle operazioni di restauro su un mobile impiallacciato. Una volta che abbiamo restaurato un mobile reintegrando tutte le sue parti, ecco che procederemo ad armonizzarne il colore.

Per iniziare il procedimento di verniciatura, occorre il materiale base, ovvero la “gommalacca”. Questa deriva dal guscio di un insetto che popola l’Asia Meridionale, che si ciba degli alberi proteggendosi all’esterno con il suo guscio fatto appunto di lacca.

La gommalacca si trova sul mercato in scaglie di colore ambra o dorato ma anche in preparati già pronti per essere utilizzati. Le fasi della lucidatura di un mobile impiallacciato sono tre: otturazione dei pori del legno (pomiciatura), lucidatura vera e propria (verniciatura) e infine la lucidatura finale per dare brillantezza al mobile.

Come preparare la verniciatura a spirito e gommalacca?

Per la preparazione della vernice occorre sciogliere 80 gr di scaglie di gommalacca in un litro di alcool a 94° (o superiore), avendo cura di riporre il tutto all’intero di un barattolo in vetro, riposto al buio affinché possa stare in infusione per una notte.

La gommalacca può essere applicata sul mobile da verniciare, con tampone oppure con il pennello a seconda della tipologia di mobile e dal tipo di risultato che vogliamo ottenere. I mobili che possiedono i pori aperti è consigliabile lucidarli a cera. Si verniciano a pennello e poi si lucidano con la cera d’api.

Per i mobili antichi, realizzati con legni pregiati come noce, che invece richiedono una lucidatura più brillante o satinata, occorre eseguire la verniciatura a tampone. Oltre alla gommalacca, occorre procurarsi olio minerale diluito con petrolio per fare scivolare il tampone, la “pomice bianca in polvere”, necessaria invece per chiudere i pori del legno avendo cura di ripulire la superficie prima di procedere al passaggio successivo della verniciatura.

Per la verniciatura a gommalacca, come abbiamo detto, occorre utilizzare il tampone. Questo è realizzato con una pezza di lana non colorata, avvolta in una tela bianca di lino o cotone. La dimensione varia a seconda della superficie da verniciare: più piccolo per la verniciatura di fasce, cassetti, intagli e più grande per comò, tavoli e quant’altro.

Una volta sciolta la gommalacca nell’alcool, ecco che la vernice sarà pronta. Occorre immergervi il tampone di lana, strizzarlo bene con una mano ed avvolgerlo nella tela di lino che tenete nell’altra mano, raccogliendo i quattro lembi. Anche il tampone è pronto per essere utilizzato dapprima con movimenti orizzontali (senza ripassare laddove si è appena applicata la vernice) seguendo le venature del legno, poi realizzando dei numeri otto da un lato a quello opposto della superficie, infine realizzando dei movimenti circolari senza fermarsi. I movimenti vanno alternati fino ad ottenere un risultato soddisfacente.

Tempistiche e costi materiale

La verniciatura a tampone necessita di abbastanza tempo e una certa manualità nell’applicazione e utilizzo del tampone. Nell’antichità, i vecchi restauratori erano soliti fare trascorrere tra una passata e l’altra di vernice, anche due settimane.

Nella lucidatura a tampone se si provocano delle bruciature, ovvero se si toglie col tampone la gommalacca che ancora non si è ben asciugata, ecco che non si può rimediare all’errore commesso. Occorre passare su tutta la superficie la lana di acciaio fine per poi ricominciare il lavoro da capo.

Questa tecnica seguendo correttamente tutti i passaggi è quella che offre maggiori risultati finali sui mobili antichi impiallacciati, anche se richiede giorni e pazienza. Per quanto riguarda il costo del materiale, questo si aggira intorno ai 20€ per l’acquisto di gommalacca, olio minerale, pomice in polvere e alcool.