All’interno dell’ordinamento giuridico italiano le procedure concorsuali rientrano all’interno delle norme regolanti le imprese commerciali nell’ambito del diritto fallimentare. Le origini delle procedure concorsuali si dimostrano piuttosto antiche, risalenti al periodo dell’epoca romana, dove i debitori venivano ‘smembrati’ del proprio patrimonio, distribuito successivamente tra i vari creditori. Ma che cosa comprendono le procedure concorsuali e cosa prevede l’ordinamento giuridico italiano odierno a tal riguardo?

L’evoluzione storica delle procedure concorsuali

Come accennato in precedenza le procedure concorsuali, in riferimento al diritto fallimentare delle imprese, risultano una pratica presente già all’interno della civiltà antica romana. All’epoca i debitori venivano privati dei propri possedimenti economici per essere distribuiti ai vari creditori in parti uguali. In questo caso il debitore veniva ‘smembrato’, in stretta correlazione con la figura dell’honorum emptor.

Durante il periodo dell’alto Medioevo venne invece introdotta la dichiarazione d’ufficio, sotto l’influenza del diritto barbarico, integrando poche modifiche rispetto alla pratica romana ancora fortemente radicata per le procedure concorsuali. Nel periodo dell’età moderna le procedure concorsuali vennero estese ai soggetti non commercianti, mentre nell’epoca napoleonica il diritto fallimentare veniva esteso soltanto ai commercianti con un comportamento professionale scorretto.

Discipline generali delle procedure concorsuali

La legge italiana regola nello specifico diverse discipline parte delle procedure concorsuali, tra cui: il fallimento, il concordato preventivo, l’amministrazione straordinaria delle grandi imprese, la liquidazione coatta amministrativa, l’amministrazione straordinaria speciale. Per aprire una procedura concorsuale ogni impresa deve presentare requisiti specifici come lo stato di insolvenza e i requisiti descritti all’interno dell’art. 1 comma 2 della legge fallimentare italiana.

Successivamente agli accertamenti necessari sui requisiti essenziali viene disciplinato il rapporto tra l’impresa insolvente e i creditori, sotto la presenza dell’autorità pubblica ed eventuali soggetti coinvolti. Secondo il diritto dell’Unione Europea il giudice può avvalersi della dichiarazione di insolvenza da parte di un’azienda soltanto se questa risulta in possesso di una seconda sede dislocata all’interno del territorio italiano, con regolare esercizio di impresa.

A regolare la procedura di insolvenza è anche il diritto dell’UE il Regolamento dell’Unione europea n. 1346 del 29 maggio 2000. Le procedure principali vengono disciplinate dallo Stato dove l’impresa detiene i propri interessi principali, escluse le imprese assicuratrici e gli enti creditizi, ma anche le imprese d’investimento a detenzione di fondi terzi. In poche parole le procedure concorsuali si rivolgono alle imprese insolventi in esecuzione forzata del recupero dei crediti. L’imprenditore può presentare un’istanza di fallimento presso il Tribunale che procederà alla dichiarazione ufficiale del fallimento dell’impresa dopo gli accertamenti necessari.

Fasi di liquidazione

Successivamente alla dichiarazione di fallimento di un’impresa, da parte del Tribunale, viene nominato un Curatore incaricato della suddivisione dei beni in possesso dell’imprenditore per i pagamenti dovuti ai propri creditori. Tale procedura viene denominata ‘procedura concorsuale di esecuzione forzata’. L’istanza di fallimento non può essere presentata da tutte le imprese ma soltanto dagli imprenditori sotto una soglia specifica di fatturato e debiti accumulati, in questo caso superiori a 500 mila euro. La dichiarazione di fallimento non può essere presentata al di sotto della soglia minima pari a 30 mila euro di debiti.

Sailor Moon, in origine chiamato ‘Pretty Guardian Sailor Moon’, è un manga e una serie di animazione tra le più conosciute al mondo. Il manga è stato creato da Naoko Takeuchi negli anni Novanta, distribuito successivamente in diversi paesi del mondo. I disegni si rifanno alla divisa della marinaretta che indossa sempre la protagonista principale della serie, la guerriera paladina della Luna. L’adattamento televisivo si compone di ben 200 episodi e cinque serie diverse.

Sailor Moon: la storia dell’anime

All’inizio degli anni Novanta il disegnatore fumettista giapponese Naoko Takeuchi getta le basi per la creazione di un anime inizialmente chiamato ‘Pretty Guardian Sailor Moon’, tradotto in ‘La bella ragazza guerriera Sailor Moon’, più noto semplicemente come ‘Sailor Moon’. La divisa alla marinara indossata dalla protagonista Bunny e dalle sue compagne di avventura si rifà alla divisa femminile scolastica obbligatoria in tutti gli istituti giapponesi.

Nel 1991 la prima uscita del manga presenta il titolo di ‘Codename Sailor V’, elaborato in seguito con il titolo ‘Bishōjo senshi Sailor Moon’ pubblicato da Kōdansha all’interno della rivista ‘Nakayoshi’. Nel 1992 l’anime viene trasformato in una serie animata di grandissimo successo mondiale.

Sailor Moon: la storia della serie animata

L’adattamento animato dell’anime Sailor Moon viene prodotto ufficialmente nel 1992, un anno dopo la diffusione e il successo del manga cartaceo distribuito nella maggior parte dei paesi mondiali. La marinaretta che combatte le ingiustizie terrene in nome della Luna ottiene adesioni planetarie da parte dei bambini, degli adolescenti ma anche degli appassionati adulti.

Il cartone animato di Sailor Moon si compone di cinque serie suddivise in ben 200 episodi, ma anche tre versioni cinematografiche, edizioni speciali televisive e due cortometraggi. Al termine degli episodi della serie animata il manga è stato inoltre trasformato in un’opera teatrale dal titolo ‘Sailor Moon musical’, compresa la serie tv ‘Bishōjo senshi Sailor Moon’. Nella versione italiana il cartone è stato trasmesso da Mediaset dal 1995 al 1997 su Canale 5 e Rete 4, in replica anche su Italia 1.

Trama dell’anime

La trama dell’anime di Sailor Moon comprende tutte e cinque le serie trasformate in un cartone animato, ossia: Dark Kingdom, Black Moon, Mugen, Yume e Stars. L’inizio dell’anime ruota principalmente attorno alla storia di Usagi Tsukino, una ragazzina chiamata Bunny nella traduzione italiana. La storia si concentra sulla ragazza delle medie un pò timida, dagli atteggiamenti goffi, la quale incontra per caso una gatta parlante dal nome Luna.

La gatta rivela a Bunny di essere una delle guerriere Sailor, in grado di trasformarsi all’occorrenza nella paladina del bene grazie alla spilla magica. La missione della protagonista si trasforma così in una ricerca delle altre guerriere lunari destinate a salvare la Terra e a rintracciare la Principessa dell’antico regno lunare. La ragazza diventa così Sailor Moon e conduce una doppia vita parallela solitaria fino all’incontro con le proprie compagne: Ami Mizuno (Sailor Mercury), Rei Hino (Sailor Mars), Makoto Kino (Sailor Jupiter) e Minako Aino (Sailor Venus).

Con il corso degli eventi successivi si scopre che la protagonista principale della storia è in realtà la Principessa Serenity, mentre il guerriero maschile che soccorre spesso in aiuto delle Sailor, ‘Mamoru Chiba’ tradotto in ‘Marzio’ nella versione italiana, è il suo principe innamorato. La storia si snoda all’interno di 200 episodi dove Bunny riacquista progressivamente la memoria e continua a combattere il male per far ritorno sul suo pianeta lunare.

Personaggi dell’anime e delle serie di animazione

Usagi Tsukino (Bunny)

Mamoru Chiba (Marzio)

Ami Mizuno (Amy)

Rei Hino (Rea)

Makoto Kino (Morea)

Minako Aino (Marta)

Luna: gatta nera

Haruka Ten’ou (Heles)

Michiru Kaiou (Milena)

Setsuna Meiou (Sidia)

Hotaru Tomoe (Ottavia Tomoe)

Chibiusa: figlia di Bunny e Marzio

Sailor Starlights

Arnoldo Foà è stato un attore, nonché scrittore, doppiatore, regista di teatro particolarmente apprezzato all’interno del panorama italiano. Cresciuto durante il periodo fascista Arnoldo Foà fu costretto ad utilizzare diversi pseudonimi per potersi dedicare alle sue passioni e al proprio lavoro dal teatro, al cinema, al mondo del grande schermo.

Arnoldo Foà: biografia

Arnoldo Foà è stato un grande attore italiano, regista, scrittore, doppiatore e scrittore nato a Ferrara il 24 gennaio 1916 e deceduto a Roma l’11 gennaio 2014. Nonostante le origini della sua famiglia ebraica l’artista si è sempre definito ateo. In giovane età si trasferì a Firenze con i genitori per intraprendere gli studi di economia e commercio ed iscriversi successivamente all’università. All’età di 20 Arnoldo decise di interrompere gli studi per dedicarsi alle proprie passioni in campo recitativo, iscrivendosi al Centro sperimentale di cinematografia.

A seguito della promulgazione delle leggi razziali fasciste, durante il periodo fascista del 1939, Arnoldo Foà fu costretto ad interrompere gli studi in campo recitativo, utilizzando diversi pseudonimi grazie ai quali continuare a lavorare in sostituzione degli attori malati in diverse opere teatrali. Nel 1943 l’attore si trasferì nella città di Napoli, in veste di capo-annunciatore e scrittore del programma radiofonico Radio Alleata radio PWB. Al termine della guerra decise di ritornare a teatro, lavorando in molte compagnie rinomate.

La carriera di attore Arnoldo Foà è stata costellata di numerosi premi e riconoscimenti al fianco di registi e attori di grande calibro. Nel 1957 Foà esordì anche come autore teatrale, mentre in campo cinematografico prese parte ad oltre un centinaio di pellicole. Arnoldo Foà è stato inoltre uno dei volti italiani più celebri in moltissimi sceneggiati televisivi sulle reti della Rai. Oltre al ruolo di attore, scrittore e doppiatore Foà lavorò anche come pittore e disegnatore satirico.

In veste di doppiatore Arnoldo Foà ottenne un grande successo a partire dagli anni Cinquanta, protagonista narrante anche di moltissimi documentari. Tra gli anni ’50 e ’60 Foà incise anche alcune opere poetiche, in veste di doppiatore, su vinile e cd audio negli anni 2000. Nel 1947 l’attore fu inoltre iniziato nella massoneria, con i massimi gradi, eletto consigliere comunale alle elezioni amministrative del 1960 a Roma. L’attore morì a Roma all’ospedale San Filippo Neri in seguito ad una crisi respiratoria. La sua salma è attualmente sepolta all’interno del Cimitero acattolico romano.

Filmografia

Citare tutte le opere di Arnoldo Foà risulta ad oggi quasi impossibile, data la varietà e la versatilità delle sue diverse partecipazioni professionali. Tra i film di maggior successo si ricordano:

Crispino e la comare (1938)
Ettore Fieramosca (1938)
L’orizzonte dipinto (1941)
O sole mio (1945)
Il testimone (1945)
Un giorno nella vita (1946)
Fuga nella tempesta (1947)
Fumeria d’oppio (1947)
La figlia del capitano (1947)
L’eroe della strada (1948)
Il grido della terra (1948)

Yvonne la nuit (1949)
Marechiaro (1949)

Adamo ed Eva (1949)
Il vedovo allegro (1950)
Totò sceicco (1950)

Il leone di Amalfi (1950)
Il brigante Musolino (1950)
Domani è un altro giorno (1950)
I cadetti di Guascogna (1950)
Peppino e Violetta (1950)
Bellezze in bicicletta (1951)
Lorenzaccio (1951)
Verginità (1951)

Il tradimento (1951)
Amore rosso – Marianna Sirca (1952)
Questioni di interesse, episodio di Altri tempi (1952)
Imbarco a mezzanotte (1952)

Processo contro ignoti (1952)
5 poveri in automobile (1952)
Viva il cinema! (1952)
La storia del fornaretto di Venezia (1952)

Lucrezia Borgia (Lucrèce Borgia 1953)
La mano dello straniero (1953)
Ivan, il figlio del diavolo bianco (1953)
Infame accusa (1953)

Viva la rivista! (1953)
Sangue e luci (1954)

Angela (1954)
Il cardinale Lambertini (1954)
Rosso e nero (1954)
Avanzi di galera (1954)

Il vetturale del Moncenisio (1954)
La figlia del forzato (1954)
Chéri-Bibi – il forzato della Guiana (1955)

Totò e Carolina (1955)
Destinazione Piovarolo (1955)
Non c’è amore più grande (1955)

Cantami: Buongiorno Tristezza! (1955)
Difendo il mio amore (1957)
Io, Caterina (1957)

Ho giurato di ucciderti (1958)
Ora X: Gibilterra o morte! (1958)
Pia de’ Tolomei (1958)

La peccatrice del deserto (1959)
La congiura dei Borgia (1959)
Le notti di Lucrezia Borgia (1959)

Cartagine in fiamme (1959)
Gli amanti del deserto (1959)

Salambò (1960)
La sposa bella (1960)
Il capitano del re (1961)

Le canaglie (1961)
Cinque ore in contanti (1961)
Barabba (1962)
Il tiranno di Siracusa (1962)

Le sette folgori di Assur (1962)
Il processo (1962)
Cronache di un convento (1962)

I cento cavalieri (1964)
Oltraggio al pudore (1965)

Il figlio di Cleopatra (1965)
Judith (1966)

Il marinaio del Gibilterra (1967)
L’uomo venuto dal Kremlino (1968)
Borsalino (1969)

Causa di divorzio (1971)
Incensurato provata disonestà carriera assicurata cercasi (1972)
Il sorriso del grande tentatore (1973)
Primo tango a Roma… storia d’amore e d’alchimia (1973)

Il domestico (1974)
L’arbitro (1974)
Il giocattolo (1978)

Cento giorni a Palermo (1984)
L’attenzione (1985)
La puttana del re (1990)
Gioco da vecchi (1995)

Ardena (1997)
Crimine contro crimine (1998)
Asini (1999)
Tutti gli uomini del deficiente (1999)

Calmi cuori appassionati (2001)
Ti voglio bene Eugenio (2002)
Ti spiace se bacio mamma? (2003)
Gente di Roma (2003)

Noi siam nati chissà quando, chissà dove, regia di Andrea Canepari e Francesco Barbieri – documentario (2005)
La febbre (2005)
Lezione di stile (2005)

Antonio guerriero di Dio (2006)
Anime veloci (2006)
Quale amore (2006)
Il 7 e l’8 (2007)
La rabbia (2008)
Legami di sangue (2009)
Le ombre rosse (2009)
Ce n’è per tutti (2009)

Il fiore della passione appartiene al genere botanico della Passiflora, a sua volta parte della famiglia delle Passifloraceae. La specie è originarie dei territori subtropicali e del centro America e si snoda in oltre 600 sottocategorie ognuna delle quali differente tra loro. La Passiflora viene chiamata anche fiore della passione, ma per quale motivo e quali caratteristiche comprende? Andiamo ad approfondire l’argomento nel corso dei paragrafi successivi.

Passiflora: caratteristiche della specie

La Passiflora appartiene al genere sempreverde e rampicante, utilizzata soprattutto in campo ornamentale per l’impatto scenografico creato dalla sua fioritura. La base della corolla del fiore della passione si presenta in modo complesso, caratterizzata da petali di colore bianco e una corona formata da filamenti sottili multicolori: porpora, bianca e azzurra. L’unica specie che si adatta alla coltivazione in vaso è la Passiflora coerulea, mentre il resto delle tipologie richiede spazi più ampi e superfici dove potersi arrampicare.

Forma e fusto della Passiflora variano di dimensione a seconda delle specie, a sezioni circolari, triangolari, quadrangolari, poligonali. La Passiflora a coltivazione esterna tende a produrre dei cespugli particolarmente fitti in grado di raggiungere altezze importanti. Nella maggior part dei casi la Passiflora viene utilizzata per la copertura dei pergolati. L’apparato radicale della pianta raggiunge profondità elevate, mentre le foglie e i fiori possono presentare caratteristiche differenti a seconda delle varietà.

Specie della Passiflora

Elencare tutte le specie della Passiflora risulta impossibile, ma è si possono elencare le più famose dedite alla coltivazione in vaso e più prevalentemente all’esterno. La Passiflora coerulea è una specie originaria del Perù e del Brasile, a portamento rampicante in grado di adattarsi alle superfici con una fioritura estiva. La Passiflora incarnata è originaria del centro America, caratterizzata da grandi fiori di colore bianco-violaceo. La Passiflora quadrangularis, originaria del Brasile, presenta fiori particolarmente grandi di colore bianco con petali rossi, filamenti variabili in colorazioni blu, bianche o rosse.

Le specie del fiore della passione che producono frutti commestibili sono la Passiflora edulis, in grado di raggiungere fino ai 7 metri di altezza, la Passiflora Laurifolia, Passiflora maliformis, Passiflora antioquiensis, Passiflora coccinea, Passiflora nitida. Il fiore evoca immagini e origini strettamente collegabili al mondo dell’erotismo e della sensualità, mentre i frutti sono considerati da sempre dei veri e propri elisir afrodisiaci. La Passiflora è in grado di resistere a temperature mai al di sotto dei 5 gradi, presentando una fioritura stagionale estiva di particolare impatto scenografico, ad altezze importanti.

Le attuali ricerche in campo brufoli e alimentazione si snodano in pareri medici contrastanti seppur, la scelta degli alimenti più salutari a tavola, si dimostri uno dei rimedi più validi per combattere l’insorgere degli inestetismi cutanei. I brufoli sono una manifestazione dermatologica piuttosto comune all’interno della popolazione mondiale, più diffusi sulla pelle del viso, della schiena, del collo e sul torace. Ma come prevenire e trattare la comparsa dei brufoli senza ricorrere a metodi invasivi e potenzialmente pericolosi per la salute dell’organismo?

Brufoli: cosa sono e dove si manifestano

I brufoli sono uno degli inestetismi che interessano la cute più diffusi all’interno della popolazione mondiale. Nonostante una maggiore incidenza nei soggetti in fase di pubertà i brufoli possono presentarsi a qualsiasi età, senza alcuna distinzione di sesso ed etnia. Esteticamente i brufoli appaiono sotto forma di piccoli rilievi cutanei, di forma variabile, generalmente tendenti al colore rossastro e contenenti pus oppure accumuli di sebo. I brufoli vengono anche chiamati più comunemente acne e si manifestano soprattutto nelle aree del viso, del collo, del torace, spalle e della schiena.

I brufoli vengono inoltre suddivisi nelle tipologie infiammatorie, oppure non infiammatorie. Quando non è presente uno stato infiammatorio i brufoli vengono classificati in comedoni chiusi, diffusi in prossimità dei pori e dei peli della pelle, in colorazioni variabili dal marrone al nero a seconda delle sostanze contenute all’interno. L’infiammazione dei brufoli implica la formazione di brufoli del tutto simili a pustole, di colore rosso e di consistenza molle a rischio di rottura.

Tra le cause più frequenti dei brufoli si trovano soprattutto gli squilibri ormonali, l’assunzione di alcune tipologie di farmaci, eccessive produzione di sebo, applicazione frequente di cosmetici coprenti, ma anche fattori di stress, la presenza di batteri e la cattiva alimentazione. I meccanismi alla base della formazione dei brufoli non risultano ad oggi ancora chiari, ma esistono alcuni rimedi e consigli per prevenire e trattare la comparsa dell’inestetismo.

Alimentazione e rimedi

Un’alimentazione regolare, sana ed equilibrata, sembra prevenire la maggior parte degli inestetismi cutanei quali brufoli e punti neri. Per prevenire la formazione dei brufoli si rende necessario limitare, o eliminare, l’assunzione di determinati alimenti reputati i responsabili diretti. Nella maggior parte dei casi i dietologi consigliano di tenere un ‘diario della pelle’, dove appuntare la manifestazione dei brufoli in stretta correlazione con i cibi parte del proprio piano alimentare.

Il modo migliore per prevenire la formazione dei brufoli è quello di optare per cibi a basso indice glicemico, limitando invece l’assunzione di farine e zuccheri raffinati, sostituendoli con prodotti integrali. Per regolarizzare i livelli di insulina nel sangue è preferibile inserire nella propria dieta alimenti ricche di fibre e di fitoestrogeni, come i legumi e la soia, limitando anche l’assunzione di latticini, dolciumi e snack industriali.

Dal punto di vista dell’igiene personale è importante scegliere detergenti naturali, privi di sostanze aggressive, oppure prodotti specificatamente formulati per il trattamento dei brufoli, utilizzando un make up ad origine biologica in grado di non ostruire i pori della pelle. I brufoli possono inoltre essere trattati con il succo di limone, bicarbonato, maschere a base di olio di tea tree, aglio crudo ad uso topico, yogurt bianco biologico.