Di motivi per cui la lingua italiana è apprezzata e ammirata in tutto il mondo ce ne sono a decine, ma uno dei più frequenti è sicuramente per la sua ricchezza lessicale. Le parole che compongono l’italiano, infatti, sono dense di significati, e possono essere musicali, affascinanti e dirette, ma anche arcaiche e particolarmente curiose.

E sono tante, tantissime: così tante che nemmeno gli italiani di nascita le conosco tutte, e che molto spesso i più grandi linguisti italiani pubblicano dei libri scritti appositamente per conoscere origine, storia e significati delle parole e apprezzarne al meglio la ricchezza inesauribile.

Insomma: con la lingua italiana non ci si annoia proprio mai, soprattutto quando si incontrano quelle parole particolari, evocative o un po’ buffe, che inevitabilmente attirano la nostra attenzione. Oggi andiamo ad analizzare proprio una di queste parole, l’espressione leccapiedi.

Origine e significato del termine leccapiedi

Leccapiedi è un termine piuttosto singolare, prima di tutto per la sua composizione: è formato, infatti, da due parole unite, ovvero lecca (dal verbo leccare) e dal sostantivo plurale di piede.

Si tratta di una parola di cui si ha iniziato ad avere traccia intorno al 1765, e che fin dalla sua origine ha avuto un significato molto dispregiativo: un leccapiedi, infatti, è una persona che si comporta in modo servile, adulatorio e servizievole verso una persona potente o importante, con lo scopo preciso di ottenere da essa un vantaggio personale.

Proprio per il suo significato, è una parola che ancora oggi è molto diffusa e molto utilizzata, soprattutto negli ambienti legati al lavoro: quante volte è capitato anche a noi, infatti, di avere un collega che facesse di tutto per adulare il capo, in cerca di una propria convenienza?

Trovare persone di questo stampo è molto comune oggi come lo era nel 1700, e proprio per questo leccapiedi, nonostante sia una parola arcaica, è sopravvissuta allo scorrere del tempo e viene ancora usata spesso nel linguaggio quotidiano.

Ma attenzione a dove e a con chi la pronunciate! La Cassazione, infatti, ha stabilito che il termine leccapiedi è un vocabolo offensivo che reca pregiudizio all’onore della persona.

Proprio per questo, chi la pronuncia verso un collega, per esempio, è passabile di reato di ingiuria, mentre se la pronuncia davanti ad altre persone potrebbe addirittura essere incriminato con l’accusa di diffamazione.

Esempi di utilizzo del termine leccapiedi

  • Se non avesse paura di fare la figura del leccapiedi, ti adulerebbe in continuazione.
  • E’ vergognoso come quei leccapiedi si avvicinano scodinzolando al presidente.
  • Smettila di essere così compiacente, fai la figura del leccapiedi!
  • Ho avuto l’intenzione di scaraventare lei e il suo leccapiedi fuori dalla porta, ma mi sono calmato!
  • La popolazione si è finalmente ribellata a quel ridicolo dittatore e ai suoi leccapiedi.
  • I candidati alle elezioni, tramite i loro leccapiedi, accatteranno voti da gente sconosciuta in cambio di promesse.

Sinonimi di leccapiedi

Tra i sinonimi più diffusi di leccapiedi troviamo: lusingatore, incensatore, lecchino, adulatore, galoppino, portaborse, scagnozzo, schiavetto, adulatore, lacché, ruffiano, servo, tirapiedi.

Contrari di leccapiedi

Tra i contrari più diffusi di leccapiedi troviamo: insofferente, ribelle, spavaldo, orgoglioso, indipendente.