Per alcune violazioni specifiche, il Codice della Strada prevede una serie di normative che comportano l’applicazione di una sanzione amministrativa sotto forma di somma di denaro. In alcuni casi, però, la multa monetaria non basta e le conseguenze del mancato rispetto della norma implica anche una conseguenza sul veicolo utilizzato.

In questo caso si parla di sequestro amministrativo, e poiché è regolato da una sua propria normativa a parte, l’Art. 213 cds, la polizia stradale all’atto del rilevamento dell’infrazione sarà obbligata a redigere due verbali separati, uno relativo all’accertamento e uno relativo al fermo/sequestro amministrativo del veicolo.

Il sequestro amministrativo, nello specifico, è un provvedimento sanzionatorio di carattere cautelare, che prevede di prendere in custodia i beni che sono stati strumento o risultato di un illecito amministrativo, o che comunque siano pertinenti all’illecito stesso e quindi utili per l’accertamento dell’infrazione.  Quindi la finalità del sequestro è doppia: da una parte si usa per impedire al trasgressore di utilizzare il bene che è stato strumento o prodotto dell’infrazione (anche al fine di impedire nuove trasgressioni), dall’altra per rendere più agevole l’accertamento definitivo dell’illecito. 

Cosa prevede l’Art. 213 cds

In vigore da molti anni, l’Art. 213 cds è stato recentemente riscritto e aggiornato dal D.L. 113/2018, al fine di rafforzare quel principio secondo cui è assolutamente obbligatorio che l’affidamento del veicolo a chi ha il diritto di custodia sia immediato, e che quindi il sequestro avvenga immediatamente nel momento in cui si rileva l’illecito.

Questa nuova regola deve essere rispettata senza eccezioni, con unica attenuante l’espresso rifiuto o l’impossibilità concreta della persona incaricata a prendere carico sull’immediato della custodia.

L’articolo definisce quest’obbligo come principio dell’affidamento, e come seconda novità lo estende alla custodia di ogni tipo di veicolo, compresi ciclomotori e motocicli: prima di questo aggiornamento, infatti, questo tipo di mezzo era obbligatoriamente affidato in custodia alla deposito per 30 giorni. Applicazione e conseguenze dell’ Art. 213 cds

Il nuovo aggiornamento dell’Art.213 cds, inoltre, va a specificare che la sanzione che prevede il fermo amministrativo del veicolo e la misura cautelare del sequestro amministrativo può essere applicata solo e soltanto per i reati di natura dolosa o per un illecito di tipo penale.

Per quanto riguarda il non rispetto del sequestro amministrativo, e quindi il far circolare lo stesso un veicolo che vi è sottoposto, il comma 4 dell’ Art.213 cds stabilisce che il trasgressore sia punito con il pagamento di una somma che va da 2.006 a 8.025 euro, e che inoltre gli sia sospesa la patente per un periodo che va da uno a tre mesi.

L’aggiornamento chiarisce che, se è il soggetto custode a essere sorpreso a circolare con il veicolo in questione, la sua punizione non trova applicazione nel codice penale, a meno che il soggetto non sia stato causa di un deterioramento del mezzo che sottrarrebbero il veicolo definitivamente all’esecuzione della confisca amministrativa.

Se però il custode si è macchiato di violazione dei sigilli, allora si applicano le sanzioni stabilite dall’Art. 349 del codice penale: in questo caso il soggetto custode potrebbe scontare da 3 a 5 anni di reclusione e pagare una multa da 309 a 3098 euro, mentre se a violare i sigilli è una persona diversa dal custode, la sanzione prevede una reclusione da 6 mesi a 3 anni e una multa da 103 a 1032 euro.